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L’Oasi di San Francesco a Milano

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L’oasi di San Francesco si trova in via Arzaga 23 nei pressi della fermata Metro di Primaticcio. Nelle sottostanti foto un pranzo di Domenica: spaghetti al nero di Seppia e Moscardini con i piselli.   

   “Sì, ha ragione. Nell’intingolo per i bucatini all’amatriciana ci va il Pecorino Romano pepato; ma qui, da noi, per far quadrare i conti ci mettiamo invece una manciata di parmigiano”. E’ Leonardo Valeri che parla, il cuoco della mensa interna dell’Oasi di San Francesco – che fornisce anche pasti serali, sabato escluso – nella quale, per un abbordabile prezzo di otto euro, si possono a volte assaporare anche piatti di cucina casereccia da lui inventati. Aiutato dalla sua premurosa consorte, egli utilizza ora la sue precedenti esperienze ai fornelli in questo contesto sociale perché ha deciso di avere più tempo da dedicare agli affetti familiari.

   “Il guanciale di maiale – continua il cuoco nell’illustrare la sua ricetta – è la base. Tagliato a piccole strisce e fatto leggermente rosolare in padella, in un misto di olio d’oliva extra-vergine e di semi, per non farlo sentire aspro alla gola, si sfuma infine con un bicchiere di vino bianco. A parte si prepara poi la classica salsa di pomodoro – i Pachino sarebbero gli ideali – e quando i bucatini sono ancora al dente, li si versa nel misto di salsa e soffritto, che era stato prima amalgamato, per mantecare il tutto con il formaggio”. La sua descrizione evoca subito il profumo del piatto e chiaramente questa è una delle specialità con le quali Leonardo risolleva di parecchie tacche il tono degli ospiti della struttura.

Spaghetti with SepiaCuttlefish-with-peas-450px

L’Oasi di San Francesco è attaccata a una bellissima chiesa in mattoni rossi dei Francescani ed è stata costruita, nell’allora piena campagna, negli anni ’60, nel periodo del boom economico, quando migliaia di persone arrivavano a Milano e pressante era la necessità di trovare per loro un momentaneo luogo dove vivere fino a quando avrebbero scelto la dimora definitiva.

   La struttura può accogliere fino a 120 ospiti; gli attuali sono per lo più persone singole, quali studenti universitari che prediligono un pacifico ambiente per concentrarsi negli studi, o occasionali ospiti. Tuttavia, usufruiscono dell’Oasi anche nuclei familiari – provenienti in maggioranza dal Centro-Sud – per sottoporsi a visite mediche specialistiche nei vari Ospedali del capoluogo lombardo.

   Ciò che contraddistingue questa casa di ospitalità è la sua parsimonia ed essenzialità, anche negli arredi “francescani” delle camerette che risalgono a quel dì. E poi, data la sua posizione arretrata rispetto alle grandi arterie di traffico della città, ma comunque vicina alla fermata MM Primaticcio, essa beneficia di un salutare silenzio in cui è sempre più difficile imbattersi in questa Era di pervasive intrusioni mediatiche; infatti, l’unico posto dove si trova una TV è nell’ampia Sala Bar. Un ulteriore vantaggio per gli ospiti risiede poi nell’origine, sia del succitato estroso cuoco che del gioviale nuovo Direttore dell’Oasi, Padre Pino Neri: sono tutti e due Romani “de Roma”. Insomma, il 25 Marzo, quando Papa Bergoglio visiterà la metropoli, se non fosse stato per l’unico giorno di visita con un intenso programma di incontri con le diverse comunità, l’Oasi di San Francesco sarebbe stato un luogo altamente simbolico per ospitarlo.